
Siamo giunti alla terza domenica di gennaio!!! Ogni anno, in questa data, la Famiglia Carismatica con le Suore presenti a Rotonda, accompagnate dal Parroco e da tutta la comunità ecclesiale locale, ci stringiamo intorno alla S. Famiglia, appena dopo le Celebrazioni del Santo Natale.
Quest’anno abbiamo fatto un percorso di preparazione alla Festa con il triduo che includeva il Rosario della famiglia e con testi tratti dagli scritti del nostro Fondatore, il Beato Pietro Bonilli. Le Celebrazioni dell’Eucaristia sono state presiedute da Don Marco Avenà, Don Vincenzo De Tomaso, dal parroco Don Gianni Forte e, nel giorno della Festa, da Don Michelangelo Crocco, direttore della Pastorale Familiare e difesa della Vita della nostra Diocesi Tursi-Lagonegro.
In ogni omelia sono stati approfonditi molti aspetti della vita della S. Famiglia con riferimenti significativi di attualità, per le famiglie cristiane del nostro tempo. Ne diamo un piccolo assaggio.
Maria e Giuseppe si presero cura del Figlio, lo formarono integralmente per renderlo un uomo autentico, incarnato. Quando aveva 12 anni lo portarono a Gerusalemme per celebrare insieme la Pasqua. Purtroppo si verificò un evento increscioso, ossia che Maria e Giuseppe perdessero Gesù, credendo che fosse tra i parenti nelle carovane di rientro a casa. Si angosciarono e ritornarono sui loro passi. Gesù era la loro vocazione e non potevano averlo perduto. Non volevano lasciare Dio fuori delle loro vite. Per tre giorni lo cercarono. Gesù si fece incontrare nel Tempio e ritornò a casa con i genitori, e obbediva loro. Comunque la Croce si profilò all’orizzonte e Gesù la abbracciò per la salvezza dell’umanità.
Qualcuno di fronte a questo potrebbe dire: “Non possiamo imitare la S. Famiglia perché è troppo perfetta e santa!
Ma sì che possiamo! Con il Battesimo, sostanza di ogni vocazione - Ordinazione Sacerdotale, Vita Religiosa, Unione Coniugale - Gesù si carica dei nostri peccati e noi entriamo nella logica del bene, formando parte della Chiesa in comunione. La piaga più forte per una persona è la solitudine…ma noi cristiani siamo in comunione tra noi e con Gesù, così, superiamo le avversità e le sofferenze con la “carezza di Dio" che si manifesta nella Koinonia. La famiglia ci è regalata come modo di vivere in comunione, camminando insieme, mano nella mano, condividendo le gioie e affrontando le croci dimezzando le sofferenze. Attualmente ci sono famiglie che si creano la propria “zona di confort” che considerano sacra e inviolabile. Ogni membro si relaziona al minimo, c’è chi pensa solo al guadagno, chi si fa i suoi piani di vita, rinchiusi nei “social”, riducendo sempre più gli spazi comuni. Poi improvvisamente accade la crisi, qualcosa di imprevisto che provoca una caduta in basso, strepitosa! “Abbiamo perso Gesù” e arriva l’angoscia di Maria e Giuseppe! Ci chiediamo: come è potuto succedere? Non ci si deve allarmare, ma ricreare la comunione, il modo per cercare insieme la soluzione. Da una crisi la famiglia può uscirne vittoriosa. Maria e Giuseppe ritornano a Gerusalemme, cercano Gesù e si riannoda la famiglia nell’obbedienza.
Questo è il consiglio importante: i genitori ricoprano il loro ruolo genitoriale. Il padre e la madre non sono coetanei dei figli, ma il ruolo di madre e di padre ha il suo motivo d'essere per orientare la prole; i figli hanno il dovere di essere tali, confidando nell’ educazione e nell’appoggio dei genitori. Potenziamo l’ascolto, la correzione fraterna, la proiezione comune verso il futuro. È necessario riorganizzarsi e l’obbedienza facilita i compiti al servizio della comunione. Ritorniamo dunque alle origini della vocazione all’amore, che ci ha fatti entrare nella vita coniugale per vivere come regalo di Dio ogni giorno, nella quotidianità, nelle relazioni umane, prendendoci cura degli altri, mano nella mano e reciprocamente fare spazio per accogliere tutti nei nostri cuori, celebrando insieme con gioia la S. Messa.
Prendiamo perciò come modello la S. Famiglia e Gesù come compagno che ci aiuta ad essere Luce per il mondo, e Lievito nella massa.
Ricchi di tanti spunti di riflessione, la nostra gioia della Festa in onore della S. Famiglia, celebrata in Chiesa, si è poi prolungata nella partecipazione numerosa anche al momento conviviale con canti, lotteria e tutto ciò che ogni buon cuore ha voluto condividere della sua casa.

Tanti auguri della S. Famiglia a tutti, ma in particolare per chi non ha potuto partecipare per motivi di salute a cui promettiamo la nostra preghiera.
Suor Eleonora Maiori