Gio.Na.: progetto, nuovi passi, nuovi tasselli!

nuvola di paroleNella serata di ieri, 9 aprile 2021, noi, cioè Gloria, Sara, Claudia e Noemi, sostenute dall’équipe vocazionale delle Suore della S. Famiglia, abbiamo incontrato online alcuni giovani desiderosi di conoscere più da vicino il progetto della Gioventù Nazarena.

Nonostante qualche intoppo tecnologico (ma è proprio questo il bello della diretta!), si è creato fin da subito un clima di interesse nei confronti di ciò che Gio.Na. ha fatto in questo anno e di quello che vorrà essere e fare in futuro. Nonostante la pandemia abbia condizionato il cammino del servizio e della missione, quello spirituale personale e di gruppo ha potuto procedere senza interruzioni e impedimenti geografici, il nostro sguardo è sempre stato fisso verso l’orizzonte e la bussola puntata verso il Nord: il carisma Nazareno-Bonilliano.

Nell’incontro c’è stato spazio anche per un breve momento di riflessione sulla parola “Missione”, a cui tutti i partecipanti ne hanno associato un’altra, quella che per loro ne spiegava meglio il significato.

La gioia di un "sì"

sr Rita sr Flora sr MargueriteIeri, 19 marzo 2021, giorno in cui la Chiesa celebra la Solennità di S. Giuseppe e l’inizio dell’Anno dedicato alla famiglia, la Delegazione della Costa d’ Avorio ha vissuto una giornata meravigliosa! Per la prima volta dacché la nostra Famiglia Religiosa è presente in questa Terra di Missione, si è svolta la Prima Professione di tre Novizie: Flora, Rita e Margherita, giovani di nazionalità togolese.

La Liturgia Eucaristica è stata particolarmente ricca e commovente, presieduta dal Vicario Generale dell’Arcidiocesi, incaricato della Vita Consacrata, è stata concelebrata da Sacerdoti e Religiosi amici della Congregazione e rappresentanti i Sacerdoti togolesi, che non hanno potuto essere con noi a causa della chiusura delle frontiere per il Covid, ed erano presenti anche le Autorità del Villaggio d’Abobo - Té e diversi fedeli.

Le tre Novizie, accompagnate all’altare da persone togolesi, in rappresentanza delle loro famiglie, hanno pronunciato con grande entusiasmo e commozione il loro « Sì » attraverso la formula della Professione ed hanno ricevuto le Costituzioni, il velo e la medaglia, dalle mani di sr Maria Chiara Romagnollo, delegata per l’occasione dalla Superiora Generale, che ha accolto con commozione e con immensa gioia il « Sì » di Flora, Rita e Margherita.

W S. Giuseppe!

S. Giuseppe RomaLa Solennità di S. Giuseppe, in questo anno speciale a Lui dedicato, nel 150° anniversario della sua proclamazione a Patrono della Chiesa Universale, ancora di più unisce tutta la Famiglia Nazareno Bonilliana!

Infatti, "questa del Patrono della Chiesa universale è per noi, in particolare, festa di famiglia; giacché, come egli fu vigile custode della casetta nazzarena, così abbiamo voluto che, insieme a Gesù e Maria, fosse custode e padre delle nostre case e delle opere nostre" (PIETRO BONILLI, in La Famiglia Cattolica, 1921,3)

La nostra gioia si trasforma in fervida preghiera, affinchè, per in tercessione di S. Giuseppe, tutti i papà abbiano un lavoro dignitoso per assicurare un presente ed un futuro sereno alle proprie famiglie, tutti i lavoratori vedano rispettata la propria opera e vi riconoscano il prolungamento dell'azione creatrice di Dio, ogni famiglia sia unita e metta Dio al centro del proprio focolare domestico, tutti i sofferenti siano consolati e la Chiesa, unita al suo Sommo Pontefice, progredisca nella via della fede, della speranza e della carità, con umiltà e fedeltà.

Auguri a tutti i papà e a quanti si chiamano con il nome del Santo, scelto da Dio per custodire i Suoi tesori più grandi: Suo Figlio Gesù e Maria Sua Madre. Quanto bello, buono, giusto è questo uomo, questo gran Santo!

S. Giuseppe e le tradizioni in Suo onore

S. Giuseppe e le volontarieCome tradizione niscemese vuole, tutti gli anni, noi Laici Bonilliani insieme alle Suore della Sacra Famiglia ci prodighiamo per allestire l’Altare di San Giuseppe e, ogni sera, dal 12 al 18 marzo ci troviamo, insieme a tutti coloro che vogliono partecipare, attorno all’Altare per pregare e meditare i Vangeli che parlano di san Giuseppe, tutto ciò accompagnato da canti tradizionali dedicati al nostro Santo.

L’anno scorso tutto questo è stato interrotto, ancor prima di iniziare, a causa della pandemia, ma quest’anno non potevamo più rinunciare a festeggiare San Giuseppe e, seppure a distanza, in maniera più silenziosa, più umile lo abbiamo fatto! 

Il nostro desiderio di voler realizzare comunque qualcosa è stato avvalorato dalla lettera apostolica che Papa Francesco ha scritto per il 150° anno della dichiarazione di San Giuseppe come patrono della Chiesa universale, Patris Corde; ed ecco che, in men che non si dica, il desiderio è diventato realtà.

Un angelo tra noi

FB IMG 1613418111140Lo scorso Natale, Rachele ed io, catechiste del dopo-comunione della Parrocchia S. Cristina V.M. di Palermo, abbiamo incoraggiato i nostri ragazzi a farsi prossimo per una buona causa, rinunciando però al loro solito regalo natalizio; abbiamo dato loro tre possibilità di impegno: aiutare una delle Missioni delle Suore della Sacra Famiglia, aiutare una famiglia in difficoltà oppure portare al piccolo Matteo un giochino, con gli auguri di Natale. Scelsero all’unanimità di far sentire il loro affetto a Matteo. Ricevuti i nostri regali, Clara, la mamma di Matteo, ci ha mandato alcuni video che lo ritraevano mentre giocava e ringraziava tutti noi per l’affetto dimostratogli, ci ha regalato un pandoro e i confetti della sua comunione/cresima e una cartolina di ringraziamento scritta di suo pugno. In realtà, nessuno di noi conosceva personalmente Matteo, ma grazie al nostro parroco, p. Francesco Di Mariano, lo sentivamo parte del nostro gruppo da sempre: pregavamo per lui ad ogni celebrazione e tramite lui avevamo avuto anche un altro dono speciale, la possibilità di conoscere Zia Caterina, fondatrice della Onlus MILANO25.

Zia Caterina esprime con la sua vita, nella sua quotidianità, quel che per noi bonilliani è “essere, dare e costruire famiglia”. MILANO25 è il nome del suo taxi, diventato strumento di amore per i piccoli malati oncologici. La zia ha percorso insieme a Matteo, Clara e Benedetto tutto il loro cammino, fino in fondo e senza risparmiarsi. Matteo fa parte, infatti, della grande famiglia dei Super Eroi di Zia Caterina. Lui è “Super Matty Potter”, perché ha sempre amato il celebre maghetto e anche lui, come Harry Potter, ha una cicatrice in testa e perché, anche se in modo diverso, ha usato la sua magia su chiunque abbia incontrato.

Le sue magie erano fatte di gioia, di allegria, della capacità di amare e far innamorare; i suoi super poteri erano i Sacramenti, che lui stesso aveva chiesto a Padre Bernardo (Zio Bernardo per Matteo), abate di San Miniato al Monte (FI): desiderava poter prendere quella che Matteo stesso chiamava la “pillola” di Gesù; come poteva un bambino di sette anni conoscere i Sacramenti?

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Rivista Nazaret